7.2 Transponder sull'animale

La tecnologia RFID applicata agli animali si divide in due categorie principali: l’identificazione di animali da compagnia e l’identificazione di animali da allevamento.
Le norme per l’applicazione dei transponder sono regolamentate per entrambe le categorie dagli standard internazionali ISO11784/11785 [ISO11784] [ISO11785].
Essi prevedono l’utilizzo di transponder a bassa frequenza inseriti sotto cute o ingeriti assieme al cibo che rispettino le seguenti caratteristiche [LABd]:

  • Deve essere ricoperto da materiale bio-compatibile resistente agli impatti e agli urti che si verificano nella vita normale dell’animale.
  • Deve avere un normale range di efficienza di un metro, anche quando l’animale si sposta a una velocità massima di 40 Km/ora.
  • Deve essere facile da impiantare; una volta inserito non deve migrare dalla sua posizione iniziale e dopo la morte dell’animale deve essere facilmente rintracciabile per essere tolto.
  • Deve essere di sola lettura in modo da non consentire la modifica dei dati presenti.
  • Oltre al transponder anche il reader (che può essere statico o portatile), deve essere compatibile con le norme ISO.


7.2.1 Animali da compagnia

In molti paesi, il metodo principale di riconoscimento degli animali da compagnia (cani e gatti) è quello del tatuaggio che deve essere fatto sulla faccia interna della coscia destra o sul padiglione auricolare destro. Il tatuaggio riporta un codice che identifica l’animale presso gli istituti di anagrafe animale.
L’utilizzo del tatuaggio ha però numerosi svantaggi [ANA]:

  • Necessità di una sedazione o anestesia.
  • Difficoltà di lettura dei dati tatuati.
  • Scolorimento dell’inchiostro con il trascorrere del tempo.
  • Enorme diversificazione di sigle tatuate.

Per ovviare a queste problematiche, gli enti competenti hanno trovato risposte positive dall’utilizzo del transponder.
Il tag utilizzato è inserito in una capsula di vetro bio-compatibile. La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l’ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione.
Il transponder ha una dimensione esterna di circa 11 mm di lunghezza e 2 mm di diametro, ed è contenuto in una particolare siringa sterile e monouso (fig. 7.2). Grazie a questa siringa il veterinario riesce facilmente ad inserire il transponder nella parte sinistra del collo dell’animale.
Il procedimento è quindi simile ad una vaccinazione e, contrariamente a quello che avviene con il  tatuaggio, l’animale praticamente non sente dolore.


Fig. 7.2  Transponder e relativa siringa per l’inserimento sottocutaneo

Il codice di identificazione contenuto nel microchip non può essere contraffatto e viene assegnato una sola volta in tutto il mondo. Esso viene registrato presso la banca dati delle società di anagrafe animale.
Una delle società più importanti è l’ANIS (Animal Identity Service) che ha sede a Berna e che gestisce l’unica banca dati nazionale in Svizzera, collabora strettamente con tutte le società europee ed è membro della banca dati europea European Pet Network [EPN].
Ogni animale perciò può essere facilmente identificato tramite gli appositi lettori che si trovano presso veterinari, rifugi per animali e posti di polizia.
I vantaggi della tecnologia RFID applicata all’identificazione animale possono essere quindi i seguenti [ANIS]:

  • Immediata identificazione del padrone di un animale smarrito.
  • Deterrente ai furti: un animale sempre identificabile non può essere poi  rivenduto facilmente.
  • Inibizione degli abbandoni: il cane porta per sempre in sé il nome del proprietario che, in caso di abbandono, andrebbe incontro a pesanti sanzioni.
  • Nessuna azione di ricerca dei proprietari di animali smarriti presso polizia e rifugi per animali.
  • Nessuna permanenza superflua in rifugi per animali.
  • Identificazione veloce in caso d’incidente.
  • Controllo dei soggetti piazzati da rifugi per animali.
  • Rintracciabilità del proprietario di un animale morto o coinvolto in un incidente.
  • Rintracciabilità di proprietari di cani aggressivi.
  • Controllo del commercio di cani al fine di impedire l’importazione illegale e l’allevamento intensivo non controllato.


7.2.2 Animali da allevamento

Come per gli animali da compagnia, anche gli animali da allevamento (bovini, suini, ovini, ecc.) dispongono di un’anagrafe.
In Italia è presente una banca dati bovina nazionale con sede a Teramo e sei banche dati regionali in Lombardia, Veneto, Piemonte, Marche, Lazio e Basilicata. Le banche dati regionali devono essere costantemente allineate a quella centrale, e forniscono supporto e servizi localizzati agli allevatori, per velocizzare e semplificare le procedure burocratiche.
L’anagrafe bovina deve contenere i seguenti dati [LOM04]:

  • Passaporto, che deve accompagnare un bovino in tutti gli spostamenti.
  • Registro di stalla dell’allevamento, dove devono essere segnati tutti gli ingressi (nascite e acquisti) e le uscite (vendite e decessi).
  • Il modello 4, cioè la dichiarazione di provenienza degli animali.
  • Data di applicazione delle marche auricolari (fatta alla nascita).

Le marche auricolari sono dei cartellini di materiale plastico flessibile che si applicano alle orecchie dei bovini e riportano il codice identificativo individuale dell’animale (fig. 7.3) [MDS].

Marche auricolari         mucca con marca auricolare
Fig. 7.3  Marche auricolari

Il mercato internazionale necessita del supporto di una tecnologia immediata ed efficiente per l’identificazione della carne. Con i metodi tradizionali appena citati è infatti possibile che si verifichino ritardi nella comunicazione e nell’iscrizione di un capo nella banca dati nazionale. Inoltre, la storia recente in materia di malattia degli animali (come la BSE, in gergo chiamata sindrome della mucca pazza) ha reso più che mai necessaria la tracciabilità degli animali, in particolare di fronte a consumatori spaventati da questa situazione.
La Comunità Europea, si è espressa con la risoluzione CE n. 820/97, che richiede la completa tracciabilità dell’animale di allevamento dal momento della nascita fino al consumo finale delle carni e derivati. Questo piano ha inoltre definito una serie di caratteristiche di cui devono essere dotati i sistemi di identificazione degli animali in materia di efficienza e di gestione in tempo reale dell’informazione [LABd].
La tecnologia RFID è sicuramente in grado di facilitare tale compito mediante l’applicazione di un transponder su ogni animale che può avvenire tramite l’inserimento sottocutaneo o l’integrazione alle classiche marche auricolari (fig. 7.4).


Fig. 7.4  Marca auricolare con transponder integrato

Ogni transponder è in grado di contenere numerose informazioni come ad esempio [UNI]:

  • Codice dell'animale.
  • Dati anagrafici (passaporto).
  • Aziende presso le quali il capo è transitato.
  • Controlli veterinari a cui l'animale è stato sottoposto.
  • Trattamenti subiti.

La tecnologia RFID elimina la necessità di un supporto cartaceo, semplifica e velocizza la gestione delle informazioni relative all’animale e garantendone la completa ricostruzione della vita.
Altre applicazioni dei transponder nel campo animale possono essere relative alle ostriche con registrazione delle caratteristiche di origine, identificazione degli animali da laboratorio, controllo delle migrazioni, ecc.


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