6.2 I difetti del sistema RFID

Naturalmente, come qualsiasi tecnologia, l’RFID ha anche dei limiti. I principali sono [QUI03]:

  • La presenza di temperature critiche. I tag dei transponder infatti non funzionano e possono essere danneggiati in frigoriferi per materiali biologici a -80 °C o in forni a 250 °C.

Per questi casi limite la soluzione è comunque già stata trovata, ed è piuttosto semplice: basta proteggere il microchip inserendolo in materiali termicamente isolanti, ma che siano buoni conduttori di campi elettromagnetici, come ad esempio il silicone.

  • Il malfunzionamento del transponder quando esso si trova all’interno di un contenitore metallico. Infatti, come già trattato nella prima sezione, le onde elettromagnetiche non sono in grado di permeare i metalli magnetici o quelli altamente conduttivi.

Anche per questo caso una soluzione è già stata trovata: essa prevede di collegare l’antenna del transponder con un’altra antenna esterna al contenitore metallico. Inoltre, per evitare distorsioni del segnale data la vicinanza delle antenne al metallo, è opportuno inserire tra loro uno strato  di materiale isolante.

  • La sensibilità verso l’inquinamento elettromagnetico, cioè verso campi magnetici esterni al sistema RFID che potrebbero influire negativamente sulla qualità della comunicazione tra reader e transponder. Infatti, durante un processo di lettura o scrittura di un transponder, la presenza di forti campi elettromagnetici nelle vicinanze (come quelli prodotti da motori di ascensori, carrelli elevatori, elettrodomestici o dispositivi elettronici come i cellulari) potrebbe limitare:
       ◊ la distanza massima tra reader e transponder;
       ◊ la velocità dell’operazione;
       ◊ l’orientabilità del transponder;
       ◊ la possibilità di effettuare l’operazione con tag in movimento.

E’ per questo che l’ambiente nel quale dovrà essere inserito un sistema RFID è molto importante. Esso richiede collaudi specifici e numerosi test durante l’installazione per effettuare adeguate tarature in modo da assicurare il corretto funzionamento del sistema RFID anche in presenza di situazioni ambientali difficili [QUI03].

  • Il costo dei transponder; questa è la principale barriera alla diffusione dell’RFID.

Il prezzo di un transponder oggi può arrivare anche a soli venti centesimi di Euro, ma tale costo è ancora troppo alto per potere sperare in un totale inserimento della tecnologia RFID in qualsiasi campo applicativo. Per esempio, basti pensare a tutti i prodotti di un supermercato che hanno un costo massimo di uno o due Euro: l’inserimento di un transponder in questi casi inciderebbe troppo sul prezzo del prodotto.
L’uso dei sistemi RFID è quindi limitato a quei settori nei quali il costo del transponder risulti ininfluente, come ad esempio un negozio di abbigliamento.
L’abbattimento della barriera del costo dei transponder sarà comunque possibile in futuro grazie all’aumento del numero di applicazioni dei sistemi RFID. Ciò è determinato dalle leggi di economia di scala, secondo le quali il costo medio di produzione diminuisce all’aumentare della dimensione dell’impianto [ZAN04].


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