6.1 I pregi del sistema RFID

Ad una analisi superficiale potrebbe essere lecito chiedersi se davvero valga la pena abbandonare il sistema bar code per assumere quello RFID: ciò significherebbe la sostituzione di un sistema perfettamente funzionante e già affermato da molti anni con un sistema nuovo e molto più costoso, senza ottenere a prima vista alcuna sostanziale differenza nel processo di vendita dei prodotti.
Una analisi più approfondita dimostra invece che il sistema RFID ha numerosissimi vantaggi rispetto a quello dei codici a barre; i principali sono [CER04]:

  • La possibilità di acceder al transponder in modalità di scrittura oltre che di semplice lettura. In questo modo è quindi possibile personalizzare alcune informazioni del tag.
  • La possibilità di effettuare letture e scritture di transponder che non sono direttamente visibili al lettore. Un reader riesce infatti a comunicare con un transponder anche se quest’ultimo è collocato su un prodotto che si trova all’interno di un contenitore.
  • L’esistenza di algoritmi di anticollisione che permettono al reader di identificare in pochi secondi anche centinaia di transponder.
  • La possibilità di effettuare letture e scritture di transponder in movimento.
  • La possibilità di comunicare anche a diversi Km di distanza grazie ad una eventuale batteria (transponder attivi).
  • La capacità di effettuare letture e scritture di transponder cha assumono qualsiasi orientamento. Non è quindi un problema se il transponder è posizionato in modo non ottimale, come può accadere ad esempio alle etichette di un capo d’abbigliamento.
  • La presenza di una memoria interna al transponder, che consente di gestire da 128 byte a 8 Kbyte di informazioni nei tag passivi e fino a 32 Kbyte nei tag semipassivi e attivi [BAT03].
  • La presenza in ogni transponder dell’UId: un codice univoco che non è scrivibile né modificabile in alcun modo, ma solo leggibile. L’unicità è garantita dai produttori dei microchip (i più importanti sono Texas Instruments e Philips) in accordo tra loro e con gli organismi internazionali di standardizzazione.
  • L’alta immunità alle condizioni ambientali quali illuminazione e polveri.
  • La sicurezza dell’accesso alle informazioni mediante sistemi di crittografia.
  • L’impossibilità di creare duplicati di un transponder in maniera illegale: uno stabilimento per produrre microchip richiede investimenti dell’ordine dei miliardi di euro e quindi la probabilità che un soggetto realizzi senza essere rilevato uno stabilimento per produrre microchip per finalità di contraffazione è assolutamente trascurabile

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