6 RFID: pregi, difetti e confronto col bar code

Quando in un negozio la cassiera fa passare il codice a barre di un prodotto davanti al raggio di un lettore, il computer di cassa richiede ad un computer centrale (a cui è collegato) quale è il prodotto identificato dal particolare codice; richiede inoltre il suo reparto, il suo prezzo, la categoria di IVA ed altre informazioni che sono poi riportate sullo scontrino del cliente.
Il codice a barre permette di individuare informazioni utili non solo al cliente, ma anche al gestore del supermercato. Infatti, quando il lettore di cassa legge un codice a barre, viene registrata nel computer centrale del supermercato l’uscita del relativo prodotto e la quantità presente nel punto vendita viene decrementata di una unità. Inoltre, in caso che la giacenza passi sotto un determinato valore, può scattare l’ordine automatico di rifornimento ai fornitori.
La centrale di gestione di tutti i supermercati raccoglie tutti i dati di vendita scaturiti in automatico dalle casse. Tali dati consentono quindi ai responsabili delle vendite di fare analisi statistiche, determinare il migliore momento per una promozione e studiare le correlazioni di vendita tra differenti oggetti [QUI03].
Il seguente processo può essere riprodotto in maniera analoga sfruttando la tecnologia RFID:

 ◊ Ogni prodotto deve avere un’etichetta con un transponder che, grazie all’UId, ne consente l’identificazione univoca.
 ◊ La cassiera avvicina i prodotti acquistati da un cliente ad un lettore RFID.
 ◊ Come per il bar code, il computer di cassa si collega al computer centrale, le informazioni del prodotto vengono reperite e viene registrato l’acquisto.


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